Introduzione: un rapporto fatto di obblighi reciproci
Una volta concluso il contratto, il rapporto di lavoro vive di obblighi reciproci: il lavoratore mette a disposizione la propria attività, il datore la retribuisce e la organizza esercitando poteri che la legge limita. Nei quiz del concorso INPS 2026 queste regole compaiono spesso con riferimenti precisi agli articoli del codice civile e dello Statuto dei lavoratori (L. 300/1970). Qui impari a collegare ogni potere ai suoi limiti.
Obblighi del lavoratore e poteri del datore
Diligenza (art. 2104 c.c.)
Il lavoratore deve usare la diligenza richiesta dalla natura della prestazione, dall'interesse dell'impresa e da quello superiore della produzione nazionale, e osservare le disposizioni impartite dall'imprenditore e dai suoi collaboratori.
Fedeltà (art. 2105 c.c.)
Il lavoratore non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l'imprenditore, né divulgare notizie sull'organizzazione e sui metodi di produzione o farne uso in modo da recare pregiudizio.
Dopo la cessazione, la concorrenza può essere limitata solo con il patto di non concorrenza (art. 2125 c.c.): forma scritta, corrispettivo a favore del lavoratore, limiti di oggetto, tempo e luogo; durata massima di cinque anni per i dirigenti e tre anni negli altri casi.
Il potere direttivo e il potere di controllo
Il datore organizza la prestazione con il potere direttivo, entro i limiti del contratto e delle mansioni. Il potere di controllo è delimitato dallo Statuto: