Introduzione: perché partire dal contratto
Il diritto del lavoro è la base di quasi tutto ciò che l'INPS gestisce: contributi, NASpI, cassa integrazione, malattia e maternità dipendono dal tipo di rapporto che lega una persona a chi utilizza la sua attività. Nella prova scritta del concorso INPS 2026 (sezione A) troverai brani tecnico-giuridici su lavoro e previdenza: riconoscere subito se si parla di lavoro subordinato, autonomo o di una collaborazione è il primo passo per rispondere bene.
In questa lezione vediamo le fonti, la nozione di subordinazione, la differenza con il lavoro autonomo e le principali tipologie contrattuali previste soprattutto dal D.Lgs. 81/2015.
Le fonti e la contrattazione collettiva
Le fonti si dispongono in una gerarchia: Costituzione e norme dell'Unione europea, leggi e decreti legislativi, contratti collettivi, contratto individuale, usi. La Costituzione dedica al lavoro principi fondamentali: l'art. 1 (Repubblica fondata sul lavoro), l'art. 4 (diritto al lavoro), gli artt. 35-40 (tutela del lavoro, retribuzione, parità, libertà sindacale e sciopero).
- Art. 39 Cost.: l'organizzazione sindacale è libera. Il meccanismo di registrazione previsto dalla norma non è mai stato attuato, perciò i contratti collettivi nazionali (CCNL) sono contratti di diritto comune.
- Art. 2077 c.c.: le clausole del contratto individuale difformi dal contratto collettivo sono sostituite di diritto da quelle del contratto collettivo, salvo che siano più favorevoli al lavoratore.
- Art. 51 D.Lgs. 81/2015: quando il decreto rinvia ai contratti collettivi, intende quelli stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale (e i relativi contratti territoriali e aziendali).
Principio chiave: la norma inderogabile di legge e il contratto collettivo fissano un minimo di tutela. Il contratto individuale può migliorare le condizioni del lavoratore, non peggiorarle.