Introduzione: come finisce un rapporto di lavoro
Il modo in cui un rapporto si chiude ha conseguenze dirette sulle prestazioni INPS: la NASpI spetta per la disoccupazione involontaria, il TFR può essere pagato dal Fondo di garanzia gestito dall'Istituto, le dimissioni seguono una procedura telematica. Per il concorso INPS 2026 devi sapere distinguere le cause di cessazione, i termini per impugnare e i due regimi di tutela contro il licenziamento illegittimo.
Dimissioni e risoluzione consensuale
Per l'art. 26 del D.Lgs. 151/2015 dimissioni e risoluzione consensuale devono essere fatte, a pena di inefficacia, con modalità esclusivamente telematiche, su moduli resi disponibili dal Ministero del lavoro (direttamente o tramite soggetti abilitati come patronati e sindacati). Il lavoratore può revocarle con le stesse modalità entro sette giorni dalla trasmissione.
- La procedura non si applica, tra l'altro, al lavoro domestico e alle risoluzioni concluse nelle sedi protette (conciliazione sindacale o presso le commissioni).
- Le dimissioni della lavoratrice in gravidanza e dei genitori nei primi tre anni di vita del figlio devono essere convalidate dall'Ispettorato del lavoro (art. 55 D.Lgs. 151/2001).
- Il collegato lavoro (L. 203/2024) ha aggiunto il comma 7-bis: in caso di assenza ingiustificata protratta oltre il termine del contratto collettivo o, in mancanza, oltre quello indicato dalla legge, il datore ne dà comunicazione all'Ispettorato e il rapporto si intende risolto per volontà del lavoratore, senza procedura telematica, salvo che il lavoratore dimostri l'impossibilità di comunicare i motivi dell'assenza.
Le dimissioni sono un atto libero ma, nel rapporto a tempo indeterminato, richiedono il preavviso (art. 2118 c.c.): chi recede senza rispettarlo deve all'altra parte un'indennità equivalente alla retribuzione del periodo di preavviso.