Introduzione: aprire la PA senza violare i dati
L'INPS custodisce informazioni su quasi tutta la popolazione: redditi, contributi, condizioni di salute, situazioni familiari. Deve quindi garantire due esigenze che possono entrare in tensione: la trasparenza verso cittadini e utenti e la protezione dei dati personali.
All'esame questi temi compaiono spesso nella forma di confronto tra i diversi tipi di accesso e nelle domande sui principi del GDPR. Nei casi situazionali ti può essere chiesto come rispondere a una richiesta di documenti o come comportarti dopo una perdita di dati.
L'accesso documentale (L. 241/1990)
Gli artt. 22 ss. della L. 241/1990 riconoscono il diritto di prendere visione e di estrarre copia dei documenti amministrativi. Il diritto spetta a chi ha un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento richiesto. La richiesta deve essere motivata.
- Esclusioni (art. 24): ad esempio documenti coperti da segreto di Stato, procedimenti tributari, atti normativi e di pianificazione generale. Non sono ammesse richieste finalizzate a un controllo generalizzato sull'operato della PA.
- Termine (art. 25): decorsi inutilmente 30 giorni la richiesta si intende respinta.
- Tutela: ricorso al TAR, oppure richiesta di riesame al difensore civico competente o alla Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi.
Il diritto di accesso documentale prevale sulla riservatezza quando la conoscenza del documento è necessaria per curare o difendere i propri interessi giuridici, con limiti più stretti per i dati sanitari e quelli più delicati.
Accesso civico e Amministrazione trasparente
Il D.Lgs. 33/2013 concepisce la trasparenza come accessibilità totale ai dati e documenti delle PA, per favorire forme diffuse di controllo sulle funzioni istituzionali e sull'uso delle risorse pubbliche.